In questi giorni mi è capitato di tornare a un disco dei Pink Floyd che mi accompagna da molti anni.
Ne ho scritto anche in un altro articolo, Delicate Sound of Truth, mentre lo riascoltavo.
Poi è partita una traccia:
Us and Them.
E ho pensato che parla di guerra.
Ma non della guerra eroica. Non delle bandiere.
Parla della distanza.
Quella linea sottile che separa noi da loro.
Una linea che spesso non è reale, ma diventa reale quando qualcuno decide di tracciarla.
Nella canzone è la guerra tra soldati, nella vita di oggi è qualcosa di più diffuso e meno visibile.
Ogni giorno si aprono piccoli fronti.
Discussioni che diventano battaglie, opinioni che diventano identità, posizioni che diventano trincee.
E allora appaiono i due schieramenti: noi e loro.
Noi che abbiamo capito. Loro che non capiscono.
Noi che difendiamo qualcosa. Loro che vogliono distruggerlo.
Il problema è che quasi sempre nessuno dei due eserciti ha deciso davvero di andare in guerra.
La guerra arriva prima.
Te ne accorgi dal modo in cui le questioni vengono raccontate.
Dal linguaggio che le trasforma in scontri.
Dalla velocità con cui tutto deve diventare posizione, appartenenza, tifo.
Ma questa è solo percezione, la genesi è anteriore.
Perfino temi che dovrebbero essere tecnici e complessi — come una riforma della giustizia — diventano improvvisamente terreno di battaglia.
E allora accade qualcosa di curioso.
Persone che non si conoscono si riconoscono immediatamente come nemici.
Si parlano come soldati, si attaccano come se difendessero una linea del fronte.
Ma quella linea non l’hanno tracciata loro, è comparsa prima.
Forse la vera divisione non è tra noi e loro.
Forse la divisione è tra noi — tutti noi che combattiamo — e qualcosa che decide che dobbiamo combattere.
Tra noi e chi o cosa stabilisce che una questione deve diventare uno scontro.
Qualcosa che ha bisogno del rumore, della paura, della confusione.
Perché il caos è una cosa strana: quando cresce abbastanza, nessuno riesce più a capire dove sia davvero il problema.
E allora resta solo la guerra.
Us and Them.
A questo punto la domanda è inevitabile:
Quando abbiamo deciso di arruolarci?
Se non la ricordate, vale la pena riascoltare Us and Them.