Ripudiare, rifiutare, chiedere: analisi linguistica delle parole di Pedro Sánchez

Analisi retorica

Quando un capo di governo parla in un momento di tensione internazionale, le parole non sono mai casuali. Ogni verbo colloca il proprio Paese in una posizione: morale, politica, diplomatica.

Prima di procedere è però utile chiarire il punto di osservazione. Qui non discutiamo la guerra, la geopolitica o la scelta politica della Spagna. Ci interessa una cosa più specifica: il linguaggio. Le parole che un capo di governo sceglie quando deve giustificare una decisione davanti al proprio Paese e ai propri alleati.

In una dichiarazione istituzionale dal Palazzo della Moncloa, il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez ha spiegato così la posizione del suo governo rispetto al conflitto con l’Iran.

Il passaggio centrale è questo:

«Noi ripudiamo il regime iraniano che reprime e uccide i propri cittadini, in particolare le donne. Ma allo stesso tempo rifiutiamo questo conflitto e chiediamo una soluzione diplomatica e politica. Alcuni ci accuseranno di essere ingenui per questo, ma ingenuo è pensare che la soluzione sia la violenza, ingenuo è credere che le democrazie o il rispetto tra le nazioni nascano dalle rovine o pensare che un’obbedienza cieca e servile significhi leadership».

Il primo elemento interessante è la sequenza dei tre verbi. Sánchez non usa un linguaggio uniforme, ma costruisce la propria posizione attraverso tre scelte precise.

Il primo verbo è ripudiare. Nella versione originale spagnola è repudiar, un termine forte che indica una presa di distanza morale netta. Il riferimento è al regime iraniano, non al conflitto. In questo modo il discorso separa subito due piani: il giudizio sul regime e la posizione sulla guerra.

Subito dopo il verbo cambia: rifiutiamo. In spagnolo rechazamos. Qui il bersaglio non è più il regime, ma il conflitto. Il rifiuto non è un’azione militare: è una posizione politica. Significa non aderire, non partecipare, non legittimare.

Il terzo verbo abbassa ulteriormente il registro: chiediamo una soluzione diplomatica e politica. In spagnolo pedimos. È il linguaggio classico della diplomazia. Non si pretende, non si impone: si chiede.

La sequenza produce un effetto preciso: prima una presa di distanza morale, poi il rifiuto del conflitto, infine la proposta di una via alternativa.

Nel discorso compare poi un passaggio retorico molto riconoscibile:

«Alcuni ci accuseranno di essere ingenui».

È una tecnica frequente nella comunicazione politica: anticipare la critica per neutralizzarla. In retorica questo dispositivo si chiama prolessi. Sánchez riconosce l’obiezione prima che venga formulata, e subito dopo la ribalta:

«Ingenuo è pensare che la soluzione sia la violenza».

Infine arriva la frase più dura del discorso:

«pensare che un’obbedienza cieca e servile significhi leadership».

Qui il destinatario non è nominato, ma il messaggio è chiaro. Il tema non è più solo la guerra, ma l’idea stessa di leadership internazionale. La leadership, dice Sánchez, non coincide con l’obbedienza.

Nei discorsi politici il destinatario è spesso plurimo: la frase si rivolge formalmente agli interlocutori internazionali, ma parla anche — e talvolta soprattutto — al pubblico interno.

In sintesi, Sánchez usa tre dispositivi retorici classici nello stesso passaggio:

  • prolessi: anticipa l’accusa di ingenuità
  • ribaltamento semantico: ridefinisce “ingenuità”
  • sentenza finale: “l’obbedienza cieca e servile non è leadership”

È una costruzione molto da discorso istituzionale preparato.

Al di là della posizione politica, il discorso mostra una costruzione linguistica molto precisa.
Tre verbi per definire una posizione, una prolessi per anticipare la critica e una frase finale per ridefinire la leadership.

A volte, nella politica internazionale, la strategia si vede prima di tutto nelle parole.

 

2 commenti su “Ripudiare, rifiutare, chiedere: analisi linguistica delle parole di Pedro Sánchez”

  1. Azz… e qui facciamo semantica di un discorso politico…
    Ovviamente scherzo e molto probabilmente il termine semantica e’piu figo che corretto…
    In ogni caso l’analisi del discorso e’ perfetta e sicuramente coerente con lo scopo dello stesso!
    Quando ci vediamo??😘😘🤗🤗

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    • ¡Hola! Pippo, cumpagn’ mio! Grazie 🙏 Spero presto, abbiamo voglia di vedervi e di riabbracciare la Catalunya. Appena possibile. 😘

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