L’uomo è intelligente, scaltro, sa comunicare, sa cosa sta facendo.
Sa che non sta scrivendo un saggio di logica matematica, e che non sta parlando a filosofi e letterati.
Egli è perfettamente cosciente che le sue parole, davanti a una telecamera, suoneranno nelle teste dei cittadini elettori esattamente così:
“𝐶ℎ𝑖 𝑣𝑜𝑡𝑎 𝑁𝑜 𝑒̀ 𝑝𝑒𝑟𝑏𝑒𝑛𝑒, 𝑐ℎ𝑖 𝑣𝑜𝑡𝑎 𝑆𝑖̀ 𝑒̀ 𝑑𝑒𝑙𝑖𝑛𝑞𝑢𝑒𝑛𝑡𝑒. 𝑆𝑐𝑒𝑔𝑙𝑖 𝑑𝑎 𝑐ℎ𝑒 𝑝𝑎𝑟𝑡𝑒 𝑠𝑡𝑎𝑟𝑒.”
Sembra una strategia finalizzata a che 𝑖𝑙 𝑠𝑢𝑜 𝑚𝑒𝑠𝑠𝑎𝑔𝑔𝑖𝑜 resti inconsciamente nella testa delle persone, le quali sceglieranno per posizionamento.
Il risultato comunicativo è questo:
🟠 il senso della frase non è dato dalla sintassi e dalla logica, ma dal contesto e dal linguaggio;
🟣 si vota per aderenza identitaria, quindi va sfruttata la polarizzazione;
🔵 esiste un credito di credibilità e fiducia presso i cittadini da sfruttare;
🟡 le polemiche che seguiranno regaleranno uno spot nazionale gratis del valore di milioni di euro, cosicché il messaggio raggiungerà ancora più persone.
E no, qui non c’entra la sua storia personale, la lotta ai cartelli della droga o alla Ndrangheta. Il fatto che viva sotto scorta, né la valutazione sul suo operato.
Qui valutiamo ciò che dice il Procuratore Capo della Procura più grande d’Europa, che è un giurista e un personaggio pubblico, esclusivamente per le sue affermazioni pubbliche rese durante la campagna referendaria.
Ecco, questo è il momento in cui si apre il vaso di Pandora.
Si tratta di affermazioni gravissime, che fanno sospettare un deficit di cultura della giurisdizione, di equilibrio, di rispetto per l’indagato e per l’imputato, di aderenza al sacrosanto principio di non colpevolezza fino a condanna di un giudice terzo.
Ed è pure il momento del mio imbarazzo, perché quel vaso non dovrebbe proprio esistere – io voglio pensare che non esista –, figuriamoci aprirlo!
Se si apre il vaso, cioè se c’è il solo sospetto di questa mancanza di equilibrio e di cultura della giurisdizione, un cittadino campano avrebbe allora il diritto di domandarsi:
E se mi trovassi invischiato, mio malgrado, in un fascicolo aperto presso la Procura della Repubblica di Napoli, come Parte offesa o come Indagato?
Come potrebbe questa persona essere serena sapendo che, alla sola apertura del fascicolo, il Procuratore Capo potrebbe avere un grave pregiudizio su ambo le Parti (parte offesa e indagato), per avere dichiarato la propria adesione alle ragioni del No o a quelle del Sì?
Bene, immagino che un sostenitore del No sarebbe sereno, non posso dire altrettanto del sostenitore del Sì.
Cosa succede quando un’istituzione associa una scelta di voto a una qualità morale?
La presunzione di innocenza, la terzietà del giudice, il diritto al voto non sono valori negoziabili.
Fonte: ANSA